Condividere con semplicità

Sono passati alcuni anni da quando ho iniziato a frequentare la casa che ospita Progetto Miriam.
Il tutto è cominciato con la massima semplicità: una serie di incontri tra i volontari e le suore, una sorta di tavola rotonda a scadenza mensile, nella quale si parlava di come si poteva contribuire allo sviluppo di Progetto Miriam.

C’era chi si sentiva in grado di insegnare le basi dell’italiano alle ragazze presenti, chi semplicemente preferiva passare qualche ora con loro a chiacchierare del più e del meno. Io, appassionato di computer, mi sono improvvisato docente di informatica e una volta alla settimana insegnavo ad alcune allieve le basi di questa materia. L’esperienza di certo è stata positiva per tutti.

Tra una lezione e l’altra, io ho scoperto un mondo che non conoscevo e le ragazze hanno iniziato ad appassionarsi alla tecnologia e a entrare in relazione con un uomo, che si avvicinava a loro solo per condividere qualche ora di informatica, senza secondi fini.

Alcune di loro mi hanno dato grandi soddisfazioni, hanno imparato molte cose con estrema facilità. Per altre, invece, non è stato così semplice.

Con qualcuna sono tuttora in ottimi rapporti, altre le ho perse di vista, ma le ricordo con affetto.
Molti sono i momenti belli, che non dimentico.
Una volta ho accompagnato una delle ragazze al pronto soccorso perché suo figlio di pochi mesi aveva un’infezione. L’infermiera guarda la mamma, guarda il bimbo, guarda me ed esclama:“Quanto assomiglia al papà!”
E come dimenticare le gite al mare, le cene in casa, il week end nella casa di Vermicino, le serate passate a guardare le foto dei (miei) viaggi, le feste di Natale e di inizio estate….?

Oppure come non apprezzare queste suore, che con la massima semplicità e normalità si spostano dal Veneto al Lazio, dall’Italia all’America e alle Filippine, sempre con il sorriso sulle labbra?
Avere a che fare con Progetto Miriam e con le persone che abitano questa casa è davvero un vortice di emozioni che varia dalla gioia, alla serenità, all’imbarazzo, alla rabbia per quello che si ascolta...
Una gran bella esperienza di vita che spero continui a lungo!