I conti tornano!

Era da molto tempo che desideravo fare un’esperienza missionaria, di servizio, per mettermi alla scuola dei piccoli e dei poveri e fare un tratto di strada insieme a loro.

Inaspettatamente si è presentata la possibilità di andare in Senegal, nelle missioni delle Suore Francescane dei Poveri.
Naturalmente le mie aspettative sono state completamente disattese. Non ho fatto nessun grande servizio, ma questo mi ha fatto comprendere cosa vuol dire farmi davvero piccola e umile, senza la pretesa di dover fare grandi cose per “salvare” il mondo, perché a questo ci ha pensato già Qualcuno.

ImageCosì ho provato semplicemente a mettermi in ascolto di una realtà nuova, sconosciuta, cercando di comunicare (nonostante le difficoltà linguistiche) a tutti i livelli. Il mese e mezzo che ho trascorso laggiù mi ha lasciato aperta una domanda: che senso avrà questa esperienza nella mia vita? Oggi capisco profondamente le parole di sr. Raffaella che allora mi furono di grande aiuto: “i conti si fanno alla fine”.

Rientrata a Messina, la mia vita tornò ai vecchi ritmi, ma a settembre la mia amica Lucy, responsabile del centro di mondialità Senza Frontiere con cui collaboro da anni, mi ha fatto una proposta che mi ha entusiasmato: organizzare un evento culturale che sostenesse il Senegal valorizzando le opere d’arte di alcuni artisti amici desiderosi di spendersi per gli altri.

L’evento ”Impara l’arte ma non metterla da parte”
- Artisti a sostegno del Senegal - si è svolto a Messina in dicembre. Il mio grande sogno era che i senegalesi della nostra città ci aiutassero nell’organizzazione e nel creare un clima di festa durante l’evento.
Così, oltre a coloro che sono riuscita a contattare tramite l’ufficio Migrantes, ho cominciato a parlare e a coinvolgere tutti i senegalesi che vedevo per strada con le loro bancarelle.

ImageL’evento è andato benissimo, tanta gente ha partecipato sostenendo il progetto per la scuola a Faradjanto in Casamance.

Il frutto più bello di questa esperienza è la relazione creatasi con molti di loro, che oggi partecipano con interesse ai nostri cineforum e vengono spesso a trovarci al centro.

Uno dei momenti più belli di questa amicizia è stata una cena senegalese che ho preparato a casa mia per alcuni di loro.

Assane, che “accompagno” nell’apprendimento della lingua italiana, ha scritto che è stato molto importate il ruolo del Senza Frontiere per attenuare l’isolamento dei senegalesi, per esser riuscito a mettere insieme uomini e donne di diverse età, ma soprattutto per aver fatto comprendere a loro stessi che possono aiutare gli italiani a conoscere i loro vissuti per contribuire a distruggere le barriere.

Tutti questi frutti mi fanno dire oggi: i conti tornano!!
Per chiudere uso ancora altre parole di sr. Raffaella che ho nel cuore: “bisogna vivere e testimoniare la fratellanza, creare ponti, creare relazioni”. Questo è quello che abbiamo tentato di fare e tentiamo di fare ogni giorno con l’aiuto di Dio.