Ricongiungimento familiare: diritto ostacolato

ImageSecondo la Legge Italiana, lo straniero che è nel nostro Paese, in regolare possesso del permesso di soggiorno, ha diritto - per motivi che comportino il rilascio di un permesso di durata non inferiore a un anno e a determinate condizioni - a farsi raggiungere dai familiari più stretti: cioè i figli minori, il coniuge - con eventuali figli di questo - i genitori a carico ed anche eventuali figli maggiorenni invalidi. Inoltre, per tutelare l’unità familiare,  viene consentito l’ingresso del genitore naturale di un minore già convivente in Italia con l’altro genitore.


Il ricongiungimento è però condizionato dal fatto che lo straniero già soggiornante in Italia sia titolare di un reddito sufficiente - proporzionato alle dimensioni del nucleo familiare che verrà a formarsi - e  che disponga di un alloggio idoneo.
Il familiare che faccia ingresso in Italia per ricongiungimento ottiene un permesso per motivi familiari, che vie-ne rinnovato finché può essere rinnovato il permesso dello straniero che ha fatto “da perno” per il ricongiungimento.

ImageLo stesso permesso - per motivi di studio o lavoro - viene rilasciato, al compimento dei quattordici anni, al minore nato, in Italia, da genitori stranieri (nota: si tratta comunque di un minore straniero).

In caso di rottura del vincolo familiare - per separazione, o per morte dello straniero “perno” - come pure, per i figli, quando si raggiunga la maggiore età, il familiare può ottenere un permesso indipendente per lavoro o per studio.

Ecco perché si rivela particolarmente delicata la situazione dei neo-maggiorenni; in questo caso infatti il rinnovo del permesso resta condizionato alla personale capacità di soddisfare i requisiti previsti dalla legge.

Come ad esempio nel caso in cui il permesso sia rilasciato per studio universitario ed è necessario il superamento di almeno due esami per anno. Mentre, se viene rilasciato per lavoro, è richiesta la titolarità di un contratto.

ImageLa Legge Italiana, inoltre, tutela dal rischio di allontanamento coloro che sono o sono stati parte di un nucleo familiare regolarmente soggiornante in Italia.

È previsto infatti che, ai fini dell’adozione di un provvedimento negativo in materia di soggiorno di tale straniero, si debba tener conto dei legami socio-familiari stabiliti in Italia e della eventuale assenza di residui legami con la società del paese di appartenenza.

Un regime più favorevole è previsto per il diritto all’unità familiare del cittadino comunitario.
Le misure varate col cosiddetto “pacchetto sicurezza” hanno introdotto maggiori restrizioni soprattutto in rela-zione al ricongiungimento con genitori a carico, ai requisiti di idoneità dell’alloggio, alla certezza dei tempi necessari per far valere il diritto all’unità familiare.

Maggiori dettagli su http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/