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Lavoro di rete per ricostruire vite

Il progetto Raggi di Sole nel tempo, ha rafforzato la rete sociale sia con i servizi istituzionali del territorio (Municipi, Dipartimento di Salute Mentale, centri d’Accoglienza e centri diurni per senza fissa dimora) che con la rete informale  (volontariato, centri d’ascolto, cooperative sociali e famiglie).

Questo lavoro di rete ha permesso di scambiare informazioni tra servizi. Ha soprattutto creato dei processi d’aiuto pensati e condivisi insieme, con il fine di far sentire la persona attiva.
Gradualmente si sono sviluppate delle relazioni di conoscenza tra servizi che hanno permesso di realizzare progetti individualizzati e di attivare percorsi con l’aiuto di risorse istituzionali e sociali.

è quindi iniziato il processo di reinserimento della maggior parte delle persone accolte; un lavoro paziente, ricco di relazioni, di fiducia, di ascolto.
Il Risultato di lavorare in Rete, sono le persone stesse, che ritrovano la fiducia e hanno le energie per compiere un cambiamento.

Nell’ultimo anno, due ospiti del centro diurno hanno collaborato attivamente alla preparazione delle cene in piazza per persone senza fissa dimora presso Piazzale dei Partigiani. Questo momento di volontariato ha permesso loro di sviluppare processi di socializzazione e di sentirsi parte attiva in un processo promozionale di aiuto e condivisione. Vi proponiamo la storia di uno di loro.

A. figlio unico e orfano, ha vissuto parte della sua vita passando da un centro di accoglienza all’altro.
Ha iniziato a frequentare il nostro Centro trovando in noi un punto di riferimento.
Dopo la perdita di un posto letto, presso una abitazione, rimane per l’ennesima volta per strada. Grazie ad una nostra telefonata viene accolto nel Centro di Accoglienza dei frati minori francescani di S. Francesco a Ripa (RM). I posti sono tutti esauriti, ma aggiungono per lui una brandina. Lì trascorre alcuni mesi invernali.
A. è una persona che si impegna ed è attento anche agli altri ospiti. I frati vista la sua capacità relazionale e disponibilità, gli affidano alcuni incarichi e lo accolgono in modo più prolungato.
A. di giorno continua a frequentare “Raggi di Sole”;  torna entusiasta e felice di assaporare un’accoglienza diversa da tutti gli altri centri. Anche il suo linguaggio inizia a cambiare: pronuncia spesso la parola “fraternità”.

Ringraziamo il Signore di questo e di tanti altri germogli nati in una terra prosciugata dalla solitudine e dalle sofferenze.

Sr. Giuliana Vitale, SFP

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