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Un'ondata di vita e di bellezza

Da circa un mese mi trovo in Africa, nella piccola cittadina senegalese di Koungheul per un’esperienza di intership. Il mio ministero si svolgerà in questo tempo nel dispensario medico “San Francois” di Missirà e Kumbja.
L’impatto con la vita del dispensario è stato forte per l’essenzialità in cui si è costretti a lavorare, ma allo stesso tempo caloroso grazie alla gentilezza e solarità di questo popolo.

In dispensario arrivano molte donne in gravidanza per essere seguite durante la gestazione e molti bambini per piccole e grandi infezioni, per lo più legate alle precarie condizioni di vita.

Quotidianamente il dispensario provvede alla consultazione e terapia di circa 40-50 persone. Indubbiamente il giorno più lungo e animato è il giovedì, giorno del mercato di Missirà, in cui molte persone dei villaggi vicini approfittano della concomitanza del mercato per passare dal dispensario. Il giovedì le visite possono arrivare anche a 150 persone di cui circa la metà sono bambini al di sotto dei 5 anni.

I bambini che passano dal dispensario sono un’ondata di vita e di bellezza che si manifesta come in tutto il mondo con pianti, corse, abbracci, tenerezza, paure. Ecco: una delle cose che non avevo previsto, arrivando in Africa, era quella di poter spaventare i bimbi, ma ho scoperto che la vista dei bianchi, dei cosiddetti  “toubab” (che magari non hanno mai visto) gli fa paura tanto quanto le punture!

Allora, ogni volta che oltrepassano la porta della sala consultazioni e trovano davanti a se - oltre al personale locale - questa donna bianca che li pesa, li misura e li visita, insomma…non è proprio un bel momento. I più coraggiosi rimangono a bocca aperta ma si lasciano toccare e visitare, per i più timorosi è necessaria l’intermediazione della mamma per capire che non c’è da avere paura. Il loro percorso dal timore alla fiducia diventa quotidianamente un’allegoria, un insegnamento anche per me su come “stare” dinanzi a tutto quello che di nuovo, inaspettato e pauroso trovo lungo la mia strada in questa esperienza africana.

Il mio lavoro in dispensario si svolge anche attraverso un nuovo progetto che pian piano sta prendendo forma: l’impiego di un apparecchio ecografico portatile da utilizzare per sostenere l’attività diagnostica del dispensario e per accompagnare le donne durante la gravidanza.
L’apparecchio è stato acquistato nei mesi scorsi grazie alla generosità di tanti amici e benefattori e, durante questo tempo di servizio in Senegal, cercherò di mettere a frutto le mie competenze radiologiche per integrare l’attività diagnostica del dispensario, ma soprattutto per formare il personale locale.

Grande è la gratitudine e la gioia di questa gente per l’arrivo dell’apparecchio e per le possibilità diagnostiche ad esso legate; grande è anche l’impegno di tutti, personale e pazienti, per avviare e far funzionare la nuova sala ecografica. Io ricevo in dono da questo fermento di novità la speranza “contagiosa” di un futuro migliore.

Sr. Cinzia La Calce, sfp

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