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Un “viaggio” in Senegal nelle scuole di Louanga e Koungheul dove, grazie al progetto adozioni e sostegno a distanza, siamo accanto ai bambini che imparano a costruire una società aperta alla generosità. Siamo giunti alla fine del 2010.
Un altro anno è passato e siamo certi di poter dire che ciò che abbiamo cercato di realizzare in questi mesi ha portato frutto!
La gente di Louanga - un villaggio in piena savana - dice che la vita è cambiata perché i loro bambini non sono più obbligati all’esodo forzato per poter imparare a leggere e a scrivere. Nel villaggio oggi è funzionante la scuola elementare, un graziosissimo asilo, una biblioteca, un parco giochi, un campo sportivo, uno da basket e un piccolo frutteto. La vita é rifiorita in questo lembo di terra ed è emozionante vedere i bambini correre intorno alla loro scuola... in pieno deserto!
Anche la Scuola “Sant’Antonio di Padova” di Koungheul è piena di vita: un vero centro di attività, non solo educative ma anche culturali e formative. La città non ha a disposizione altri spazi, perciò siamo lieti di poter dare l’opportunità a centinaia di persone di utilizzare la nostra struttura per seguire - comodamente seduti - un corso, una conferenza oppure una festa di matrimonio, le prime comunioni o addirittura la professione perpetua di Suor Rose Ndong! In occasione della giornata nazionale “della scolarizzazione delle bambine” quest’anno abbiamo organizzato una rappresentazione teatrale a cui hanno assistito anche il Governatore, il Prefetto e altre autorità.
È stato un momento di festa per tutti noi e i bambini dell’asilo “Francesca Schervier” sono stati davvero bravissimi. Piccole e grandi occasioni che ci permettono di stare accanto alle persone.
Un’attenzione particolare, però, va sempre a coloro che soffrono, come Bintou, una mamma profondamente provata: ha perso il bimbo che portava in grembo e la malaria le ha strappato anche un maschietto di tre anni. La povertà é il suo pane quotidiano. Alla scuola sant’Antonio studiano le sue bambine, due delle quali sono ospiti al Convitto.
Per loro c’è stato un vero e proprio concorso di generosità in occasione della festa di Tabasky: il sarto ha cucito loro dei vestitini con del tessuto ricevuto in regalo e delle amichette si sono offerte di pettinarle. E così le sue bimbe, per la festa, erano bellissime nei loro vestitini nuovi e con i capelli ben sistemati. Bintou le guardava e alzava gli occhi al cielo per riconoscenza. Il giorno della Tabasky è stato un giorno di gioia per tutte loro, condiviso con le bimbe che erano rimaste al Convitto. È proprio vero, dove regna l’amore non c’è differenza di colore, religione o razza. Ed è ciò che sperimentiamo in questo angolo di mondo! Rendiamo grazie a Dio e alla generosità di tante persone che rendono possibili questi miracoli!
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