La Sanità in Sénégal

Il Sénégal è un paese giovane, infatti il 44% dei suoi 11 milioni di abitanti ha meno di 14 anni. La sua giovinezza, tuttavia, è dovuta anche ad un’altra ragione: l’aspettativa di vita media attuale è di soli 56 anni, indice di una situazione economica e sanitaria ancora piuttosto precaria.

ImageCome accade nelle zone più povere, il popolo senegalese è colpito da malattie debellate da tempo nelle aree occidentali. Le affezioni più frequenti sono la malaria, la parassitosi, la malnutrizione, le anemie, le malattie respiratorie, la meningite. Esistono però anche altre pericolose patologie, come l’AIDS e le infezioni sessualmente trasmissibili.
Bastano pochi dati per tracciare il quadro della situazio-ne: il 22,25% dei decessi avvenuti nel 2007 sono stati causati dalla malaria; mentre, sempre nello stesso anno, sono state registrate 4750 nuove infezioni da HIV tra gli adulti e 5150 tra i bambini. Una realtà aggravata dal fatto che, secondo le stime del Consiglio Nazionale della Lotta contro l’AIDS, il Sénégal conta quasi 18000 orfani a causa di questa terribile malattia e 9 persone su 10 ignorano di esserne affette.

ImageLa gestione della sanità non è semplice per varie ragioni. Da un lato, le strutture ospedaliere, presenti solo nelle città, non sono facilmente raggiungibili. Dall’altro, la cura delle malattie è spesso resa difficile sia dall’estrema povertà in cui buona parte della popolazione vive, sia dalle credenze tradizionali che tendono ad influenzare le persone. Per esempio, mescolando superstizione e ignoranza, la gente tende ad attribuire a spiriti malefici i sintomi della malaria cerebrale, mentre riconduce le dermatosi del neonato - dovute alle infezioni genitali della madre - ai divieti alimentari di cui la donna incinta è vittima.
Per molto tempo l’assistenza sanitaria nei villaggi è stata possibile solo attraverso le suore missionarie che passavano di luogo in luogo prendendosi cura di chi era nella necessità. Con il passare degli anni, però, grazie agli aiuti internazionali, si è assistito a un cambiamento nell’organizzazione della sanità a livello nazionale.

ImageL’attività di cura, prima itinerante, è stata predisposta in strutture stabili, costituite da Ospedali Nazionali e Regionali, Distretti Sanitari, Dispensari e Case della Salute. Le Congregazioni Religiose oggi sono considerate dallo Stato un partner privilegiato su cui poter contare soprattutto nei villaggi più abbandonati.

 

ImageLe Suore Francescane dei Poveri, sin dal loro arrivo a Koungheul, nel novembre 1978, si sono impegnate nella cura dei malati.
Attualmente seguono due Dispensari e cinque Case della Salute situate nelle aree vicine a Koungheul, e coordinano l’attività di assistenza della zona grazie a un’equipe specializzata costituita da un medico, un’infermiera, due assistenti infermieri e un assistente di laboratorio.
In queste strutture il malato viene accolto, ascoltato, visitato dal medico o dall’infermiere, e successivamente, nelle sale adiacenti, ritira le medicine e riceve le cure necessarie.

ImageIl contributo richiesto è di 2 euro per adulto e 1,5 euro per bambino, ma non pochi casi vengono seguiti gratuitamente. Altrettanto intenso è il lavoro delle Suore nella cura della donna, in particolare per quel che riguarda la maternità.

L’obiettivo principale è contribuire a ridurre la mortalità delle madri e dei bambini che, ad oggi, è ancora molto alta.

 

Per rimediare a questa situazione, le suore hanno costruito un ambulatorio di ostetricia e hanno formato le cosiddette “matrone”, persone che, vivendo nel villaggio accanto alle donne, possono assisterle e riconoscere subito certi rischi della gravidanza e del parto.

ImageImage

ImageL’impegno delle Suore e della Onlus in questo ambito è forte. Crediamo che insieme  possiamo fare molto perché questo popolo così giovane possa conoscere condizioni di vita migliori e più salutari.